Quel giorno mi trovai improvvisamente di fronte questo spettacolo fiammeggiante, quel giorno cominciò tutto, quel giorno io nacqui.
Ma non fui mai completo.
Messo da parte come un pezzo di un puzzle a cui non appartenevo, così rimasi con gli occhi chiusi, segregato tra gli anfratti più oscuri dell’anima del mio alter ego.
Non ero altro che uno scarto, un rifiuto che Jekyll rigettò via. Tra me e lui fu sempre presente uno stretto legame: percepivo ogni cosa provasse lui ma come si può udire un eco che giunge da lontano, che mi costrinse a vagare nel labirinto in cui ero rinchiuso senza mai trovare uscita.
Jekyll era un vigliacco, spaventato da qualunque cosa lo minacciasse, si ritirava come un coniglio nella sua tana a leccarsi le ferite ogni qual volta falliva nel tentativo di farsi valere nel mondo.
In rare occasioni ebbi la possibilità di poterlo controllare, allungare la mano tra le sbarre di questa prigione, allungarla per un attimo così da costringere il corpo del mio alter ego a fare qualche gesto avventato.
Ma tutte le volte dovevo ritirare dolente la mano, come quella di un bambino sgridato, innumerevoli furono i miei tentativi di evadere da questo limbo, ed altrettanti i miei insuccessi.
Mi chiedevo come potesse, uno smidollato debole ed impaurito vincermi: io rappresentavo il potere, io ero il male, IO!
Fu un giorno, di cui oramai ricordo e riassaporo ogni istante, che riuscii a fuggire dalla mia prigionia, ero sicuro che prima o poi Jekyll avrebbe aperto quella porta nella sua mente, quella che conduceva a me.
Quella pozione! Quella pozione mi liberò! Mai sapore fu così dolce! Era una sensazione di inebriante potere essere finalmente vivo, avere finalmente il controllo, poter osservare dai propri occhi le mani che avevo di fronte!
Fu un giorno, di cui oramai ricordo e riassaporo ogni istante, che riuscii a fuggire dalla mia prigionia, ero sicuro che prima o poi Jekyll avrebbe aperto quella porta nella sua mente, quella che conduceva a me.
Quella pozione! Quella pozione mi liberò! Mai sapore fu così dolce! Era una sensazione di inebriante potere essere finalmente vivo, avere finalmente il controllo, poter osservare dai propri occhi le mani che avevo di fronte!
Era meraviglioso, anche se percepivo ancora dentro di me quella presenza vigliacca: il mio doppio esisteva ancora, anche se impercettibilmente.
Quante volte avevo fantasticato sui piaceri terreni che Jekyll mai mi concesse di raggiungere, e da quel momento in poi potevo finalmente esaudire ogni mio recondito e vile desiderio, quale pena mi faceva quel pusillanime dentro di me.
Si, ebbi la possibilità di poter dare sfogo alle mie pulsioni, ma fui rapidamente costretto ad abbandonare il controllo, in attesa di acquistare nuove energie.
Pozione dopo pozione, giorno dopo giorno, divenni sempre più forte… quanto dolce era il sapore di quell'intruglio e deliziosi gli spasmi della trasformazione.
Passarono i mesi, e feci un errore.
Non mi pento di aver ucciso quell'uomo, il piacere che provai e che provo ancora adesso ripensandoci è semplicemente indescrivibile.
Ma pagai caro il prezzo della mia follia: con gran dolore dovetti tornare nei panni di Jekyll una volta e per sempre, il rischio di essere arrestato era troppo alto.
Così, ancora chiuso nella mia prigione, vagavo senza meta.
Quante volte avevo fantasticato sui piaceri terreni che Jekyll mai mi concesse di raggiungere, e da quel momento in poi potevo finalmente esaudire ogni mio recondito e vile desiderio, quale pena mi faceva quel pusillanime dentro di me.
Si, ebbi la possibilità di poter dare sfogo alle mie pulsioni, ma fui rapidamente costretto ad abbandonare il controllo, in attesa di acquistare nuove energie.
Pozione dopo pozione, giorno dopo giorno, divenni sempre più forte… quanto dolce era il sapore di quell'intruglio e deliziosi gli spasmi della trasformazione.
Passarono i mesi, e feci un errore.
Non mi pento di aver ucciso quell'uomo, il piacere che provai e che provo ancora adesso ripensandoci è semplicemente indescrivibile.
Ma pagai caro il prezzo della mia follia: con gran dolore dovetti tornare nei panni di Jekyll una volta e per sempre, il rischio di essere arrestato era troppo alto.
Così, ancora chiuso nella mia prigione, vagavo senza meta.
Una tempesta di pensieri rabbiosi affollava la mia mente: ero sfuggito alla forca, ma quale morte non si preferisce alla prigionia eterna?
Più passava il tempo e più il desiderio di libertà cresceva, e la smania di potere alla fine mi accecò: col tempo la pozione mi aveva reso sempre più forte e, con la sola forza della volontà che mi stava divorando, riuscii a trasformarmi.
Fu la mia azione più avventata, non potevo più tornare indietro.
Ora vago nello studio di Jekyll tentando invano di ricreare la pozione per poter tornare indietro…Jekyll, pazzo maniaco.
Solo ora, capisco di essere l’artefice della mia stessa fine…
Più passava il tempo e più il desiderio di libertà cresceva, e la smania di potere alla fine mi accecò: col tempo la pozione mi aveva reso sempre più forte e, con la sola forza della volontà che mi stava divorando, riuscii a trasformarmi.
Fu la mia azione più avventata, non potevo più tornare indietro.
Ora vago nello studio di Jekyll tentando invano di ricreare la pozione per poter tornare indietro…Jekyll, pazzo maniaco.
Solo ora, capisco di essere l’artefice della mia stessa fine…

semplicemente geniale
RispondiEliminaRobert Louis Stevenson? Decisamente!
EliminaIo ho solo cambiato il finale :D